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SOSTENIBILITÀ @ WHITE

Green fashion, la moda non è più solo questione di bellezza, ma anche e soprattutto di consapevolezza: la vera entità dell’impatto ambientale causato dalla produzione d’abbigliamento non è più un segreto da silenziare, bensì è la spinta che innesca la ricerca d’innovazione virtuosa, il desiderio divenuto concretezza di trovare nuove soluzioni in cui la creatività si allaccia alla sostenibilità ambientale, lo stile prende forma dall’avanguardia tecnologica e il lifestyle del brand è il motore positivo di una sensibilizzazione collettiva. 

WHITE Milano, da sempre il salone catalizzatore dei percorsi attuali della moda e dei suoi innovatori, estende gli orizzonti dello scouting alla sostenibilità e ospita nuove realtà, protagoniste del mercato eco-friendly che sta cambiando le regole del fashion system: un ecosistema dove il business è in sinergia con la ricerca di risorse green, e i capi sono creazioni dove lo stile oltrepassa la stagionalità in virtù di un appeal timeless, per salvaguardare l’ambiente, ma anche l’educazione al gusto purificato dal consumismo. 





Realtà esordienti e talentuose, che con WHITE condividono un approccio peculiare alla moda, fatto di contemporaneità avanguardistica e attitudine sperimentale: come WRAD, il giovane brand italiano che è anche uno stile di vita radicato nel motto #LivableChange, ovvero su un percorso di cambiamento concreto della moda verso la valorizzazione e protezione dell’ambiente attraverso la ricerca di materie prime sostenibili, eppur innovative. Come la grafite riciclata, che gli è valsa la vittoria del RedDot Design Award per la GRAPHI-TEE, e la Mint-Fiber, la fibra ricavata dalla menta presentata in esclusiva internazionale allo scorso WHITE MAN & WOMAN con la collezione SS 2019, e ora materia prima dell’abito con il quale WRAD è stato nominato finalista della Green Carpet Talent Competition 2018, e col quale sarà protagonista la sera del 23 settembre al Teatro alla Scala di Milano per i Green Carpet Fashion Awards Italia. Il brand, fondato da Matteo Ward (co-founder e ceo), con Silvia Giovanardi (creative director) e Victor Santiago (art & talent director) è presente a WHITE MILANO non solo con i capi principali della collezione SS 2019 in fibra di menta, ma anche con un focus sui capi realizzati con la grafite, e una speciale installazione funzionale a portare in scena un racconto esperienziale del ciclo produttivo innovativo che WRAD ha messo in atto grazie anche all’endorsment di Perpetua: il team del brand porterà in salone tutti gli ingredienti coinvolti nello sviluppo della GRAPHI-TEE e della sua filiera, alla cui base c’è la grafite, minerale prezioso utilizzato fin dai tempi dell’antica Roma per tingere i capi di grigio scuro in maniera naturale, ed oggi riciclata nella polvere atossica raccolta dagli scarti delle aziende tecnologiche e usata per dare nuova vita a quell’antica tradizione di colorazione.

Dal casualwear al beachwear, ma sempre restando in Italia: il rispetto per la sostenibilità ecologica ed etica è l’anima di UND SWIMWEAR, giovane brand fondato nel 2017 a Bologna per iniziativa coraggiosa e appassionata di Giada Fratini e Margherita Bojola, con l’ideale concreto di progettare costumi dedicati alla donna e alla libertà vera di movimento del suo corpo, e realizzati in virtù della salute ambientale. Und Swimwear utilizza, infatti, come materia prima la Lycra riciclata, un tecno tessuto eco-sostenibile realizzato con un filato poli-ammidico ottenuto con il 100% di materiali provenienti dal riciclo di reti da pesca e plastiche recuperate dal mare. Non solo riciclo, ma anche impegno contro il consumismo: tutti i costumi sono reversibili, e indossabili come beachwear, ma anche come fancy activewear, e declinati in forme e colori essenziali, eppur sempre sofisticati, così assecondano la versatilità mentre oltrepassano il rapido susseguirsi dei trend.

Ancora on the beach con Paanda Original, il brand milanese che propone sandaletti colorati nelle tinte dell’arcobaleno e realizzati in una gomma impermeabile all’acqua, soffice eppur resistente: un materiale generato dal recupero di plastiche raccolte dagli oceani, perciò interamente riciclabile e rigenerabile.



Tra i brand selezionati per “Talents from Netherlands”, la speciale collaborazione con il trade show olandese Modefabriek, la sostenibilità si dichiara chiave essenziale dell’identità di K.O.I. Kings Of Indigo: come suggerisce il nome, la label crea capi in denim che evocano i classici americani nello stile, e applicano la ricerca ecosostenibile nei materiali e nei processi di lavorazione: jeans realizzati al 90% in fibre naturali e sostenibili - cotone e lana organici e riciclati, canapa, lino, TENCEL®, MODAL®, lavorati con processi di finitura innovativi come l’abrasione al laser o con il ghiaccio secco, l’effetto lavato ottenuto tramite l’ozono anziché con sostanze chimiche. Lo scopo raggiunto? Un prezioso risparmio energetico, che comprende l’uso fino al 90% di acqua riciclata. Anche le etichette e il packaging sono frutto di materie riciclate, of course: fino alla linea Red Light Denim, dove il denim proviene per il 21% da jeans riciclati raccolti ad Amsterdam, è fatto a brandelli, mescolato con cotone organico ‘vergine’ e rimesso in circolo come tessuto rigenerato; e alla linea Veggie Denim, la prima collezione di denim tinto al naturale prodotto si scala industriale.

Al gruppo “Talents from Netherlands” appartiene anche Maium: nome che significa “pioggia” nel vecchio dialetto di Amsterdam, non a caso, dato che Maium propone impermeabili che combinano l’appeal fashion al design funzionale, le zip trasformano il raincoat in un poncho, e il tessuto proviene dal riciclo di bottiglie di plastica ed è privo di sostanze nocive. 





Nella selezione di brand appartenenti al The Belgian Focus, il progetto realizzato in sinergia con Flanders DC - Flanders District of Creativity - la piattaforma belga di supporto e promozione delle giovani imprese creative made in Belgium, la sostenibilità orienta Helder Antwerp, che usa tessuti biologici o derivanti dal riciclo creativo per i suoi capi versatili e funzionali, frutto dell’intento di colmare il divario tra l’appeal fashion e l’attitudine etica verso il pianeta e le persone; e guida anche la ricerca di Marylène Madou, che per le stampe esclusive delle sue creazioni collabora soltanto con stampatori digitali che usano inchiostri eco-friendly.





L’innovazione sostenibile abbraccia anche il settore dell’occhialeria, con EOE Eyewear: il brand nordico pioniere nell’eyewear eco-green, il primo in Scandinavia a proporre montature organiche, riciclabili e biodegradabili, realizzate grazie alla sperimentazione con l’acetato sostenibile privo di tossine e con l’acciaio svedese riciclato, lavorate a mano sulle Alpi italiane, e ribattezzate con nomi ispirati dagli elementi della natura nordica, ça va sans dire!

Tornando in Italia, il rispetto per la natura guida anche Prayers: il brand fondato da Katia Zuanon, che, ricercatrice appassionata della spiritualità nelle sue infinite declinazioni culturali e amante delle culture tribali, che la spiritualità la fanno vivere in ogni sfaccettatura dell’esistenza, ha dato vita a creazioni che sono come scrigni in cui serbare le preghiere, le favole e i mantra scritti da lei a mano come dichiarazione di protezione amorevole. Tra queste, le coperte “prayers blanket" realizzate in materiali naturali e sostenibili, come la lana di Yak, animale sacro in Tibet, dalla cui caduta spontanea del pelo si ricava un tessuto pregiato simile al cachemire, tinto nella bellezza naturale della colorazione maturata durante il ciclo di vita.