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WHITE SPECIAL DESIGNER:
EFISIO MARRAS – I’M ISOLA MARRAS

Spazio ai giovani talentuosi e ai linguaggi più sperimentali: questo il mantra del nuovo corso di I’M Isola Marras, linea contemporary oggi ripensata e diretta da Efisio Rocco Marras. Dopo un percorso di tutto rispetto (tra la Parsons School of Design di Parigi e la Central St. Martins di Londra) a soli 24 anni il figlio di Antonio Marras accetta la sfida e dimostra con forza e carattere la sua visione di una moda in perfetta sintonia con i tempi e soprattutto capace di dialogare con le nuove generazioni. Lo stesso Efisio Marras ci racconta il suo percorso e i progetti che vedremo nei prossimi mesi.



Partiamo dall’inizio: da che formazione provieni?
Dalla fotografia, il motore appassionante della mia vita. Ho studiato a Parigi dove mi sono laureato in Fotografia e Liberal. Tra le ultime esperienze ho fatto da assistente a Mario Sorrenti, a New York, una delle esperienze più elettrizzanti del mio percorso…ça vans sans dire. 


Come sei arrivato a I’m Isola Marras?
Avendo respirato da sempre, in casa, l’aria della moda, ne ero spaventato ma anche attratto allo stesso tempo, forse proprio per una forma di ribellione adolescenziale, inizialmente non volevo metterci le mani, una sorta di rifiuto per lo stesso mondo, di stoffe e artigianalità, in cui sono cresciuto. Poi papà mi ha chiesto una mano per l’allestimento e l’organizzazione della mostra alla Triennale di Milano e da lì è tornata fuori I’M Isola Marras.

Hai accettato la sfida dunque…
Sì. C’era un po’ di confusione intorno al concept di questa linea, sia di target, sia di comunicazione; nessuno comprendeva più quello che I’m Isola Marras volesse rappresentare: l’impronta di Antonio Marras, ma con una declinazione diversa, una nicchia autentica insomma, definita. Mi sono assunto la responsabilità e mi sono messo a disegnare: sono stato molto supportato dalle persone intorno a me, gli amici più cari che mi hanno spronato a comprendere chi sono, qual è la mia visione della moda.

A chi ti rivolgi, con questa linea?
Sogno di vedere indossati i miei capi a un concerto di Patty Smith o in una versione street, contemporanea, magari per un aperitivo al baretto sotto casa. Prendo ispirazione dalla vita quotidiana specie quella dei miei coetanei. C’è già mio padre che si occupa, in maniera impeccabile, di couture: la mia è una moda indossabile ma con carattere, un prodotto facile da trovare e con cui potersi identificare in maniera chiara, decisa.

Con la pre-collezione hai dato un’impronta molto forte, a dirla tutta.
Sarà per via del complesso di Edipo (ride, ndr.). Un modo per dire, “Io sono Efisio, non Antonio”. Scherzi a parte, la verità è che mi piace sperimentare: adoro le stampe, i tessuti tecnici, volevo eliminare i ricami

– quel genere di cose che per papà, invece, sono imprescindibili nella creazione di un capo. D’altronde, cambia il cliente finale e cambiano le destinazioni d’uso. Non mi interessa vestire una donna per grandi eventi o con abiti che rimandano a un concetto di lusso, lascio proprio a papà questo compito. Piuttosto, i miei amici newyorchesi, o le Harajuku girls.

E per WHITE cos’hai in mente?
Il progetto è caduto a pennello col rinnovamento di I’m Isola Marras. Quello che ho creato è una collezione mono-tessuto (in solo cotone), completamente bianca, con un lavoro estremamente accurato di impunture e dettagli, asole e bottoni. Ogni pezzo è stato pensato per essere accoppiato con una stampa fotografica di immagini scattate durante i moltissimi viaggi e l’esperienze che mi hanno portato fin qui. “Walking life”: un percorso interattivo di creatività e vita che racconta la mia storia e i volti incontrati. Sono 30 capi, una sorta di ibrido nel mondo delle collezioni, qualcosa di davvero nuovo; l’occasione di presentarla a WHITE, che è sinonimo di qualità e ricerca, è per me davvero grandioso.

Per quanto riguarda la comunicazione quali sono le principali novità?
Ci stiamo dedicando moltissimo alla parte social e, soprattutto, abbiamo in programma di lanciare il sito I’m Isola Marras, che sarà completamente autonomo, viaggerà sulle proprie gambe, con la primavera. Così come è accaduto per la sfilata di AltaRoma, in cui ho voluto mettere in scena la mia community fatta di amici, designer e creativi, che sono parte della mia vita da molti anni. Anche per il digital sto pensando a una serie di contenuti nuovi, interattivi, con varie illustrazioni, grafiche, lavori di design. Ho tanti amici talentuosi e mire espansionistiche da qui all’altro capo del mondo (ride, ndr.), sono sicuro che ne verrà fuori un lavoro speciale.

Quali sono i tuoi progetti per i prossimi mesi?
La cosa che mi elettrizza maggiormente è il desiderio di portare il brand in giro per il mondo: come una sorta di travelling show. Vorrei organizzare mostre e sfilate in Paesi emergenti, luoghi curiosi, coinvolgendo giovani artisti e performer internazionali. I’m Isola Marras è questo, sono io: curioso, cosmopolita e appassionato.