New Generation 25 Maggio 2021

La maglieria secondo ADĀMO: inclusiva, sensuale e raffinata

Di Marco Marini

 

Fondare un brand nel pieno della pandemia che da oltre un anno sta flagellando il mondo - e la moda tutta - è un’impresa alquanto temeraria, al limite dell’impossibile, eppure è proprio quello che ha fatto il designer Andrea Adamo con il marchio che porta il suo nome, ADĀMO Andrea Adamo, lanciato nel luglio 2020. 37enne, crotonese, un curriculum farcito di incarichi in griffe prestigiose (tra le altre Roberto Cavalli, Zuhair Murad e Dolce&Gabbana), ritrovatosi chiuso tra le mura domestiche durante il primo lockdown decide di assecondare il sogno, maturato in realtà da tempo, di un suo marchio che interpreti in maniera del tutto peculiare il concetto di sensualità, facendo proprie anche le rivendicazioni del movimento Black Lives Matter - allora al culmine dell’intensità - in materia di inclusione e diversità.

Per il debutto della label omonima, lo stilista torna letteralmente alle origini, alla nudità di Adamo (nomen est omen) ed Eva, una condizione che secondo lui, a prescindere da età, taglia o colore della pelle, non va coperta né enfatizzata artatamente dall’abito di turno, bensì accolta in mise che, incorniciando il corpo, ne assecondino i movimenti. La collezione d’esordio Spring/Summer 2021 si intitola, non a caso, Nudo: realizzata interamente in Italia, tra Ancona e Desenzano del Garda, consiste di una serie di top, canotte, body, leggings, vestitini e altri pezzi second skin in maglia a coste sottili, declinati in numerose tonalità nude (che il designer evita di connotare, limitandosi a indicarle con un numero, 01, 02, 03 ecc.) per adattarsi a ogni incarnato. Capi avvolgenti in cui intagli e spacchi, studiati al millimetro, scoprono strategicamente porzioni di pelle, lavorati con la tecnica seamless, priva cioè di cuciture, così da modellarsi direttamente sulla fisicità di chi li indossa.

Nelle proposte di ADĀMO, infatti, è quest’ultima a definire la silhouette, non il contrario; per dirla con le parole del diretto interessato, si tratta di uno «stile naturalmente sensuale. Gli abiti prendono vita attraverso le forme del corpo e ne diventano espressione e completamento».

Una visione suadente e intimistica, che viene riproposta nella successiva prova per la F/W 2021 Gli Amanti, in cui Adamo, sbizzarrendosi con tagli, stratificazioni e cut-out, fa sì che i singoli indumenti sembrino compenetrarsi, tra bra indossati sui tubini bodycon, bustier sovrapposti ai cardigan ton sur ton, spalline incrociate a cingere spalle e petto, aperture chirurgiche per svelare i punti “giusti”.

Nonostante abbia all’attivo due sole collezioni, il brand può già vantare clienti del livello di Kylie Jenner, Vanessa Kirby, Elodie o Vittoria Ceretti, e i retailer sono altrettanto rilevanti: scorrendo l’elenco saltano all’occhio alcuni dei più blasonati negozi e department store internazionali, da Net-a-Porter a Selfridges, da Harvey Nichols a LuisaViaRoma. Quella con le boutique è una sorta di affinità elettiva, che il marchio sarebbe intenzionato a rafforzare siglando capsule collection ad hoc.

Guardando al futuro, inoltre, dovrebbe essere annunciato a breve l’ingresso nel calendario della Camera Nazionale della Moda Italiana, ed è lo stesso direttore creativo, intervistato di recente dall’edizione italiana di Marie Claire, ad anticipare di essere pronto a introdurre «nuove proposte outerwear e altre piccole chicche», mettendo l’accento su un elemento che continuerà a rimanere centrale per il ready-to-wear targato ADĀMO, ovvero «ricerca, ricerca, ricerca».

 

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